
Scrivere su un blog ogni giorno cose nuove non è facile, me ne sto rendendo conto anche io. Certo, gli impegni quotidiani tendono a lasciare poco spazio all'immaginazione soprattutto quando le cose da fare si accavallano e ci si sforza di finirle una dietro l'altra finchè non si arriva alla fine della giornata. Non è, però, l'impegno quotitidiano qual che può essere ad esempio il lavoro o la famiglia o altro, che giustifichi l'attuale bonaccia d'inventiva e d'ispirazioni, come dire: "poche idee e ben confuse".
Non lo so, non so come spiegare la situazione di disagio, la parziale presa di posizioni che porta alla stasi fisica e della psiche. Si dovrebbe poter trovare una metafora, un'allegoria al fine di descrivere o meglio illustrare tale permanenza in un punto (fisso); per quante volte si applica una contrazione si ritorna sempre nello stesso punto o meglio non ci si scosta da esso.
Lo sconforto cresce... "E qual è quei che volontieri acquista, e giugne 'l tempo che perder lo face, che 'n tutt'i suoi pensier piange e s'attrista; tal mi fece la bestia sanza pace, che, venendomi 'ncontro, a poco a poco mi ripigneva là dove 'l sol tace." ... più ci si sforza di superarlo più si è ricondotti giù.
Credo sia una situazione passeggera, magari domani uscirà il sole e tutto sarà diverso e più allegro... o come si recitava in una canzone degli Squallor: " mettetevi un dito nel c__o ed il mondo vi sorriderà!"
Gg
1 commento:
Prova
Posta un commento